direttore Christjan Järvi orchestra Gstaad Festival cd Sony Classical 88875187472 prezzo 18,30
Il titolo del disco può trarre in inganno: non si tratta del più celebre dei balletti di Ciaikovskij bensì di una sua selezione ad uso di nuovi adepti da conquistare alla causa; e fin qui nulla di male perché la musica cosiddetta seria ha sempre bisogno di nuove linfe che la rimpolpino e che soprattutto valgano a non far confondere le idee ai poveri ignari. I nostri beneamati presentatori televisivi fanno largo spreco di termini quali grande, straordinario, ecc. per definire le canzonacce e i canterini di Sanremo; ma si sa, per costoro tutto bolle nella stessa pentola, non dico Jacques Brel o Fabrizio De André (i quali sono musica seria e forse perciò li ignorano) ma, Dio ne guardi, Al Bano e i Pooh. La domanda è allora: che ci azzecca un prodotto del genere con una recensione? L’ho detto e non me ne pento; anzi, per dirla con Sir John Falstaff, l’ho fatto apposta. Il digest è ovviamente ben calibrato sulle pagine più note del capolavoro; e se vogliamo obbedire all’imperativo di farne oggetto di un commento, comunque doveroso, diremo altresì che l’esecuzione pare piuttosto pregevole: Järvi ha polso a sufficienza consapevole per indagare i segreti della musica ciaikovskiana e con l’ausilio di un’orchestra che non mi par davvero sprovveduta come questa dello Gstaad Festival svizzero tiene l’intera, splendida materia orchestrale di Pëtr Il’ic sotto il controllo di una non corriva levità. Ne avevo già avuto prova dalla direzione delle musiche per Snegurocka qui prima recensite; Ciaikovskij ha un nuovo interprete su cui fare affidamento.
Aldo Nicastro