Vivaldi Sacro Furore

CONTROTENORE Carlo Vistoli
DIRETTORE Georg Kallweit
ORCHESTRA Akademie Alte Musik Berlin
CD Harmonia Mundi 902383

Impaginato di grande intelligenza, eseguito magistralmente. Lo Stabat vivaldiano può non attingere alle supreme vette di quello di Pergolesi, ma è comunque una gran bella pagina: costruita su di una progressione espressiva che ha molto della scena madre operistica (“Eia Mater”, col lento ritmo percussivo degli archi a farti “sentire” i chiodi che entrano nella carne e nel legno ma anche il pulsare accelerato del battito cardiaco – qui Vistoli è davvero formidabile), esigendo quindi da strumenti e voce solista una diversificazione delle nove sezioni che vinca la sfida posta dal tempo lento prescritto per ciascuna di esse.
La grande espressività vivaldiana, insomma, non è mai disgiunta dal forte istinto teatrale reso un tutt’uno con la spiritualità sottesa alle sue pagine sacre: assimilabili, per spirito ma anche nelle intenzioni, alle predelle delle grandi pale d’altare, che sotto alla celebrazione metafisica della Maestà raccontano storie di religiosità quotidiana, sorta di sublimi “fumetti” per il popolo. Marcatamente espressiva nel suo costante raccontare, difatti, l’interpretazione di Vistoli: uno dei pochissimi controtenori capaci di schivare l’autocelebrazione meramente virtuosistica e schizzare invece tavolozze cromatiche dove i forti contrasti s’alternano a pennellate, la vibratile luminosità delle quali traduce benissimo l’intenso, oserei dire appassionato lirismo di pagine quali il mirabile mottetto “In furore iustissimæ irae”, vera e propria aria di furore mistico. Accompagna questo grande artista uno dei migliori ensemble barocchi dei nostri giorni, che contrappunta splendidamente i brani vocali con due Concerti (il Madrigalesco in re minore è di struggente bellezza) e con la celebre, breve ma splendida, Sinfonia “Al Santo Sepolcro”.
ELVIO GIUDICI


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310 Marzo 2025
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