AIX-EN-PROVENCE
[interpreti] S. Soloviy, J. Vuletic, J. van Wanroij, F. Bjarnason, E. Crossley-Mercer, W. Shimell
[direttore] Christophe Rousset
[orchestra] Camerata Salzburg
[regia] Abbas Kiarostami
[teatro] de l’Archevêché
Nel 1948 il primo Festival di Aix-en-Provence si era aperto con Così fan tutte: nel 2008 si festeggia la sessantesima edizione con un nuovo allestimento, anche se due anni fa c’era stato quello con la regia di Chéreau che non era più stato rappresentato. Per la regia si è pensato ad Abbas Kiarostami, e l’esito è stato in complesso deludente, come spesso accade quando un regista cinematografico privo di specifiche esperienze teatrali tenta di affrontare il teatro musicale. Non mancava qualche poetica suggestione degna di Kiarostami, che ha realizzato gradevoli proiezioni di paesaggi marini mediterranei al posto dei fondali dipinti e ha condotto la vicenda con mano garbata, ma cauta e rinunciataria. Ne è risultato uno spettacolo tradizionale in modo poco significativo, che avrebbe potuto portare un firma meno illustre. La compagnia di canto era abbastanza equilibrata, e probabilmente nella scelta degli interpreti, tutti giovani con il veterano Shimell nella parte di Don Alfonso, si è curata anche la verosimiglianza. Tutti erano capaci di una discreta dizione, e le cose migliori venivano dalla Fiordiligi di Sofia Soloviy e dalla Dorabella di Janja Vuletic Entrambi corretti i due stolti militari, anche se la voce del tenore Finnur Bjarnason (Ferrando) ha un colore poco attraente. Disinvolto il Guglielmo di Edwin Crossley-Mercer; Shimell piaceva più come interprete che per la correttezza vocale. Christophe Rousset , che con il suo gruppo ha registrato di Mozart un notevole giovanile Mitridate, di fronte alla complessità di Così fan tutte e guidando la discreta Camerata Salzburg sembrava voler esaltare il contrasto tra l’andamento precipitoso della commedia e alcune zone di estatico, sospeso lirismo; ma non riusciva a raggiungere un risultato equilibrato e compiutamente persuasivo.
Paolo Petazzi